Perché farsi visitare da un osteopata, i vantaggi

L’osteopatia è una medicina che non prevede l’ausilio di medicine o di strumentazioni, ma solamente l’utilizzo delle mani da parte di un osteopata preparato. Fare una valutazione sul rapporto rischio-beneficio dei trattamenti omeopatici è complesso, in quanto non esistendo riferimenti numerici e dati sull’esito del trattamento, i risultati sono poco standardizzati e largamente legati alle capacità dell’osteopata e all’esperienza vissuta dal singolo paziente. Un beneficio sicuramente riscontrabile nella medicina osteopatica è l’assenza di effetti collaterali al trattamento: chiunque, anche un neonato, può sottoporsi ad un trattamento manipolativo osteopatico, che è calibrato sulle esigenze del singolo paziente, tenendo conto della sua storia clinica e di eventuali trattamenti medici in corso. Qualora ad esempio un sintomo doloroso possa essere curato con un trattamento osteopatico, che senso ha rivolgersi ai farmaci, i cui effetti collaterali possono essere dannosi per l’organismo? Allo stesso modo, spesso ci si sottopone ad accertamenti invasivi continui per investigare l’origine di un disturbo che non si riesce a risolvere; l’osteopata, attraverso il solo strumento delle mani, è in grado di comprendere quali siano gli impedimenti al raggiungimento del benessere dell’organismo e di rimuoverli utilizzando le tecniche più adeguate al soggetto e al distretto corporeo.

Un altro beneficio che si ottiene curandosi con l’osteopatia è la migliore comprensione di come tutto il corpo costituisca un tutt’uno e quindi è errato ragionare a compartimenti stagni, dimenticando che tutti gli organi, i tessuti e le strutture compongono un solo grande insieme, influenzandosi e condizionandosi a vicenda. Lo sapevate che per curare un mal di testa si può agire a livello della colonna vertebrale, mentre il mal di schiena può essere originato da un organo interno che lavora male? Comprendendo quali siano le relazioni che legano, l’organismo ci si prende cura di sé stessi in modo migliore, curando in particolar modo l’alimentazione e la forma fisica che influiscono notevolmente sui disturbi del corpo.

Parlare di rischi in osteopatia non è corretto

Parlare di rischi è ingannevole, nella medicina osteopatica. Più che di rischi, bisogna parlare di controindicazioni. Non ci si può sottoporre ad un trattamento omeopatico in presenza di danni evidenti come fratture, ustioni, infezioni, danni a muscoli e tendini, piaghe o altre condizioni di competenza medica; si può però trattare il dolore conseguente alla condizione. Inoltre, chi soffre di scompenso cardiaco, ipertensione, malattie della pelle e altre patologie croniche, dovrebbe astenersi dal sottoporsi a trattamenti osteopatici. Per ulteriori approfondimenti vedi qui.

Parlando di possibili effetti collaterali, dopo il trattamento osteopatico il paziente potrebbe avvertire una leggera dolenzia nel distretto trattato; si tratta di una risposta dell’organismo alle manipolazioni ricevute che scompare nel giro di poche ore ed è da considerarsi assolutamente normale.

L’unico rischio nei trattamenti osteopatici può derivare da persone poco formate e non diplomate, che non hanno seguito un percorso di studi completo e che quindi potrebbero potenzialmente causare danni al paziente, se non sanno bene che cosa stanno facendo. Siccome la legislazione è ancora ambigua riguardo ai professionisti osteopati, il paziente non deve aver timore di chiedere all’osteopata quale percorso di studi abbia seguito, se abbia frequentato tirocini pratici e qual è la sua esperienza. Informarsi è diritto del paziente, così come è dovere dell’osteopata spiegare esaustivamente quale sia la sua formazione ed esperienza.